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venerdì 20 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre-13 dicembre 2025 - sesta ed ultima parte)

L' 11 dicembre  siamo partiti verso Uji dove abbiamo ammirato il tempio di Byodo-in, uno dei templi più belli del Giappone: è elegantissimo, imponente e sembra galeggiare sull'acqua del lago in cui si specchia.






E' raffigurato sulle monete da 10yen  ed incluso nel Patrimonio Mondiale Unesco. Verso le 10 abbiamo sperimentato la famosa e tradizionale "cerimonia del thé" . Non vi dico la raffinatezza, l'elefanza con cui  viene preparato. Si tratta di tè verde Sencha Macha che viene servito in una grande tazza, molto raffinata,  insieme a dei pasticcini zuccherati perchè il sapore del tè è amaro.
 

Poi siamo rientrati a Kyoto e qui siamo andati a visitare il santuario Fushimi Inari, dedicato ad Inari, la divinità del buon raccolto  e del successo negli affari. Il percorso è costituito da tantissime porte di torii  arancione  che costeggiano  la via di accesso al Monte Inari. 


 















Nel pomeriggio abbiamo visitato la sorprendente  stazione di Kyoto  che è  un imponente e moderno hub di 15 piani. E' stata terminata nel 1997 ma sembra attualissima. Progettata dall'architetto Hiroshi Hara (noto per l'Umeda Sky Building), presenta un design futuristico in acciaio e vetro che contrasta con l'immagine tradizionale della città, includendo una grande scalinata, un atrio e una passerella panoramica.

 









Il 12 dicembre ci siamo diretti verso Sannenzaka attraversata da una scalinata  costeggiata da casette in legno e botteghe tradizionali e con in cima la vista della  Pagoda Yasaka-no-to. Qui si respira aria di altri tempi.  Molte donne indossano i kimono. Ho visto perfino un cagnolino con il kimono. I Giapponesi amano molto i cani dalle taglie piccole e li portano a passeggio su delle carrozzine apposite e li vestono  con degli abitini creati appositamente per loro e che ho visto vendere in dei negozi specializzati. 

 


 

Poi ci siamo diretti verso il tempio Kiyomizu  che  significa letteralmente “tempio dell’acqua pura” e prende il nome da una sorgente d’acqua situata all’interno del complesso.  Una delle caratteristiche più impressionanti del tempio Kiyomizudera è la sua piattaforma in legno, che è sostenuta da pilastri di legno massicci e si estende sopra il pendio della collina. Questa struttura architettonica unica è stata costruita senza l’uso di chiodi o viti, una testimonianza straordinaria delle abilità tradizionali dei costruttori giapponesi dell’epoca. La vista dalla piattaforma di osservazione è stata semplicemente sbalorditiva, perchè le foglie degli alberi circostanti erano tinte di un color rosso acceso. 









 
Nel pomeriggio ci siamo diretti a Nara , antica capitale, dove abbiamo visitato il Tempio di Todaiji, che ospita il Grande Budda. E poi siamo andati nel Parco dei Cervi, dove cervi maschi e femmine vivono in totale libertà. Secondo una leggenda, la divinità Takemikazuchi-no-mikoto, dio del tuono, sarebbe giunta a Nara cavalcando un cervo bianco. Da allora, i cervi di Nara vennero considerati sacri, venerati come veri e propri messaggeri divini, tanto che i giapponesi usavano inchinarsi al loro passaggio e loro hanno imparato e quando vi vedono muovono la testa e simulano il gesto dell'inchino. Sono golosi  di gallette e spesso infilano con insistenza la testa  nelle vostre borse.
 











La mattinata successiva, in attesa del trasferimento pomeridiano in areoporto per il rientro in Italia, l'abbiamo trascorsa passegggiando a Ginza, un quartiere elegante di Tokyo, dove ci sono negozi di grandi marchi. 
 
 






In Giappone è maleducato parlare ad alta voce per strada, mangiare camminando, soffiarsi il naso, usare le bacchette in modo inappropriato (es. infilarle nel riso, puntarle verso persone o cibo). Altre norme includono non indicare con il dito, mettere i soldi in un vassoio anziché darli in mano, non baciarsi in pubblico, rispettare le file e non mostrare troppo i tatuaggi, specialmente in luoghi come gli onsen.
 
Ero già stata a Tokyo nel 2015 ma son voluta ritornare per visitare tutti questi altri magnifici luoghi che ho descritto e che mi hanno trasmesso  calma, sicurezza, serenità. In Giappone tutto  funziona, tutto è puntuale. Bisogna rispettare le loro abitudini, le loro regole di vita.  La gentilezza è alla base di tutto. Quando si incontra qualcuno, quando si entra in un hotel, quando si viaggia in treno tutto il personale  si inchina. Le mance non sono accettate perchè offensive. Non si fuma per strada, non si mangia per strada...  Le strade, i parchi sono pulitissimi.  
 
Negli ultimi anni,  a causa dell'overtourism, il Giappone ha   introdotto delle limitazioni all'accesso in alcune località.  Per esempio, per il 2026,  si è deciso di fermare uno degli eventi più attesi della primavera giapponese: il Festival dei ciliegi a Fujiyoshida. Si tratta di una cittadina che si trova all'ombra del monte Fuji e che non riesce più a contenere le circa 200mila persone che arrivavano da tutto il mondo.
 
Ho realizzato  anche un video ed un film contenente le foto scattate durante il mio soggiorno che pubblicherò in futuro.

Puntate precedenti: 

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_9.html 

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_11.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_15.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_18.html


 


Erika alle 11:54:00
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