domenica 15 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre -13 dicembre 2025 -quarta parte)

La mattina successiva, 8 dicembre,  abbiamo raggiunto Shin Kurashiki.  Qui abbiamo trascorso mezza giornata dedicandola alla visita  del quartiere storico di Kurashiki Bikan che  una volta era il centro politico e commerciale  e dove molti  vecchi magazzini sono stati riconvertiti in negozi specializzati,  musei e caffetterie.  

Kurashiki è una cittadina che coniuga la tradizione con la modernità  del Giappone. Abbiamo visto  canali romantici dalle tipiche atmosfere veneziane, eleganti stradine dello shopping e laboratori artigianali  che producono indumenti in tessuto di jeans. “Kurashiki” può essere tradotto come “città dei magazzini” proprio in riferimento ai granai in cui veniva conservato il riso.






 



Il quartiere più gettonato è  il  “Kurashiki Bikan Historical Quarter” che si sviluppa attorno ad uno dei canali della città.

La zona di Kojima, che si estende nella parte meridionale di Kurashiki, è stata il primo luogo in Giappone a produrre il tessuto di jeans e per questo la città è conosciuta quindi come la “capitale del jeans”. La sua notorietà ha, sin dal passato, attirato stilisti e appassionati di shopping da tutto il paese e parte di questo successo è dovuto ai tanti piccoli laboratori artigianali specializzati che ancora oggi usano tecniche tradizionali, differenziandosi dalla produzione di massa. La zona di Kojima è oggi una delle aree preferite da chi è a caccia di articoli in jeans di qualità: non solo pantaloni ma anche giacche e accessori si possono trovare lungo il viale Jeans Street. Io ho acquistato una borsa a tracolla in jeans con una patta realizzata  in seta floreale ricamata  che viene utilizzata per fare i kimono. Ho scattato molte foto e mi è piaciuto molto passeggiare  lungo le rive dei canali. 

Nel pomeriggio ci siamo spostati nei bellissimi giardini di Okayama Korakuen   con voliere, diversi stagni,  case da té, ponti, colline. E'  uno dei tre più grandi giardini del Giappone. Mi sono piaciuti molto i corsi d'acqua, i prati e gli alberi di acero dal colore rosso acceso. L'area del giardino è molto grande e comprende numerosi paesaggi che mi hanno emozionato molto. Qui abbiamo visto una sposa giapponese in costume a cui facevano un servizio fotografico ed anch'io non ho potuto fare ameno di scattarle alcune foto perchè era veramente bella.

Dal parco ho intravisto il tetto del Castello di Okayama che si distingue per il colore nero  della facciata  per cui viene chiamato "Castello del corvo".

Al termine della visita siamo andati alla stazione di Okayama e con il treno proiettile abbiamo raggiunto Himeji. 

 

 









Fine della quarta parte.

Puntate precedenti:

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_9.html 

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_11.html

 

0 commenti:

Posta un commento

Grazie