sabato 13 ottobre 2012

Diario di viaggio in Madagascar 2012 ( I parte )

Il  27 settembre vi annunciavo che eravamo appena ritornati da un viaggio in un paese fantastico pubblicando alcune foto ed Enrico Bo in un commento mi diceva che da  alcuni indizi  per lui doveva trattarsi o di Zanzibar o del Madagascar.  Enrico aveva indovinato: eravamo stati in Madagascar. Come mai in  un paese così poco pubblicizzato?   All'inizio ero un po' titubante perchè  pensavo ad un viaggio così lungo ( noi ultimamente avevamo  fatto  dei viaggi a corto raggio e mio marito è un po' grandicello e poi ha un problema di salute...), ad un viaggio in un paese in cui la  malaria è una malattia endemica..... Ho cominciato a leggere delle recensioni su vari siti, ho telefonato al centro vaccinazioni ed infine ho scritto al proprietario della struttura in cui avremmo alloggiato. Il sig. Aiolfi mi ha risposto rassicurandomi e dicendomi che lui vive lì da tanti anni con moglie e bambini piccoli  e non aveva mai avuto problemi, che mi sconsigliava la terapia antimalarica perchè provoca effetti collaterali, fa stare veramente male per cui spesso la si interrompe e che sarebbe stato più facile vedere una balena che una zanzara anche perchè il mese di settembre è uno dei più indicati per intraprendere un viaggio da quelle parti. (nel 2009 eravamo stati a Zanzibar sempre a settembre). Dovete sapere che in Madagascar ci sono due stagioni: estate ed inverno. A settembre è inverno per cui le temperature sono miti, soffia quasi sempre un bel venticello e non piove quasi  mai. La presenza delle zanzare è associata alla stagione estiva quando piove soprattutto la notte e ci sono anche i cicloni. Quindi i mesi migliori vanno da giugno ad ottobre.
Naturalmente ho riempito la valigia di medicinali: antibiotici , fermenti lattici, tachipirina,( io porto sempre con me tutto quello di cui si può avere bisogno  quando si è lontani da casa) e soprattutto  dei repellenti contro le zanzare.  Oggi posso dirvi che era proprio vero quello che ci aveva detto il proprietario: abbiamo visto le balene ma non più di due zanzarine. Quando sono ritornata a Bari le zanzare italiane mi hanno mangiata viva ed anche adesso che scrivo ho dei ponfi che prudono.
Andilana beach
Parliamo del viaggio. Siamo partiti l'11 settembre da Roma con AIR ITALY e dopo 9 ore di volo siamo atterrati all'aeroporto FASCENE dell'isola di Nosy Be. NOSY BE è un'isoletta paradisiaca che si trova a nord dell'isola del Madagascar che viene chiamata anche isola grande. Dopo 40 minuti siamo arrivati al villaggio BRAVO ANDILANA BEACH. Noi non amiamo molto i villaggi  ma qui c'è la spiaggia più bella dell'isola. Il villaggio nasce  nel 1997 da un'idea di Livio Aiolfi  ma leggete qui
Andilana

Appena arrivati siamo stati accolti  da alcune donne malgasce  che indossavano degli abiti  fiorati e che hanno cominciato a danzare e a cantare per noi accompagnate dal tichettio   di  bacchette di legno di ebano  che venivano sbattute l'una contro l' altra.
 bassa marea

Pily Pily



Siamo rimasti due settimane perchè oltre che  prendere il sole e fare  tanti bagni abbiamo  partecipato anche a  cinque escursioni per conoscere il paese. Ogni mattina, durante la prima settimana sin dalle prime ore, abbiamo assistito al fenomeno della bassa marea. A noi è piaciuto molto poter camminare sul bagnasciuga spingendoci fino alla barriera corallina e veder molluschi, conchiglie, pesciolini, barche con la chiglia piegata...e poi assistere al fenomeno contrario. Nella seconda settimana il fenomeno si è presentato verso mezzogiorno. La spiaggia dell'Andilana è di origine vulcanica e si divide in due parti:quella dove c'è l'animazione  ed un'altra dove si rifugia chi desidera sentire solo il rumore delle onde (e noi eravamo proprio qui). Sulla punta, tra le due,  c'è una piccola altura,  di roccia lavica, dove il proprietario ha fatto costruire il ristorante Pily Pily, che in lingua malgascia significa peperoncino. Nel complesso ci sono due ristoranti self-service ma a mezzogiorno noi andavamo sempre  qui perchè i posti erano limitati, c'era meno confusione, e soprattutto perchè dall'alto si godeva di un panorama spettacolare.
La prima escursione che abbiamo fatto è stata alla  Riserva di  Lokobe che conserva flora e fauna endemiche di Nosy Be. 


piroga
palma del viaggiatore  o Ravenala
Abbiamo raggiunto la  baia di Ambatozavavy con un pulmino e di qui siamo partiti alla volta  del villaggio  di Ampasipohy  su delle piroghe. Sulla nostra eravamo in quattro: io, mio marito la guida Strong ed un ragazzo proprietario dell'imbarcazione. Abbiamo messo il nostro zaino in una busta di plastica per riparare le nostre cose dagli spruzzi delle onde e siamo partiti.  Questa traversata non l'ho potuta documentare e non sapete quanto mi dispiaccia perchè la macchina fotografia  e la videocamera erano in quella famosa busta e soprattutto  perchè noi eravamo i protagonisti. Io e mio marito abbiamo dovuto remare con la pagaia per circa tre quarti d'ora  ed io avevo anche il compito di buttar fuori dall'imbarcazione l'acqua che galleggiava sul fondo. Inoltre abbiamo fatto anche  una piccola  gara con gli altri partecipanti all'escursione. Il panorama di cui abbiamo goduto è stato bellissimo. Abbiamo navigato in mezzo a mangrovie di un verde intenso e lungo la costa abbiamo visto delle alture ricoperte di Palme del viaggiatore o Ravenala. Devono  il loro  nome al fatto che le  caratteristiche foglie a ventaglio, la cui base a forma di coppa raccoglie l'acqua piovana, sono utilizzate dai viaggiatori per dissetarsi.


zebù
lemuri
Siamo scesi dalla piroga  e, poichè c'era bassa marea,  abbiamo percorso un bel   tratto a piedi ed abbiamo raggiunto il Domaine di Lokobe, un resort sulla riva del mare dove ci siamo cambiati (scarpe chiuse, pantaloni lunghi) per poter fare un giro in compagnia della nostra preparatissima guida  Strong nella Foresta di Lokobe che ha una superficie di 740 ettari e che culmina ad un'altezza di 430 metri e rappresenta l'ultima foresta originaria di quest'isola di altri tempi. Abbiamo attraversato un villaggio in cui abbiamo incontrato bambini, anziani,uomini, donne. Le abitazioni sono molto povere e fatiscenti. Sono  di legno con tetti di paglia  o  lamiera costruite su palafitte per ripararsi dalle inondazioni   durante la stagione delle piogge. Cucinano su carboni ottenuti dopo aver bruciato rami e si nutrono principalmente di riso,  pesce  di cui il mare è ricchissimo, frutta,  carne di zebù (simile al nostro bue solo che ha sul dorso una gobba). Anche noi abbiamo mangiato  la sua carne in diverse preparazioni  solo che era un po' dura.Le donne ricamano  ed io sono stata attratta da delle tovaglie  con ricami di tartarughe. Gli uomini intagliano il legno di ebano da cui ricavano maschere, tartarughe... Appena entrati nella foresta  Strong ci ha fatto vedere due lemuri  diurni (le femmine hanno il pelo rosso mentre i maschi nero) ed alcuni notturni che sono più piccoli. Si nutrono di frutta soprattutto banane, foglie  ed insetti.Si muovono molto e con i semi che depositano con gli escrementi   aiutano lo sviluppo  ed il mantenimento della flora. Poi abbiamo avvistato un boa. In Madagascar non esistono serpenti velenosi. E poi un geco color smeraldo ed un geco Uroplatus che, come potete veder dalla foto si mimetizza  ed assume il colore del luogo in cui si trova.
Boa

jackfruit
 geco Uroplatus


E poi piante di vaniglia, ananas, e il jackfruit  che è il più grande frutto del  mondo.Può pesare anche 40kg. E' difficile tagliarlo per poter ricavare il frutto da mangiare che ha la forma di un orecchio. Noi lo abbiamo gradito molto. Dopo circa due ore siamo ritornati al resort dove abbiamo pranzato e dopo circa un'ora siamo risaliti sulla piroga e siamo ripartiti alla volta del nostro hotel. Questa escursione è stata veramente istruttiva perchè ci ha permesso di vedere con i nostri occhi tante meraviglie della flora e della fauna.
Vi lascio altre foto e vi do appuntamento prossimamente con  la seconda tranche del mio diario.


 lemuro notturno (dorme con gli occhi aperti per non essere divorato dai serpenti)



Tutte le foto sono state scattate da me

20 commenti:

  1. Che meraviglia Erika! Mi hai fatto sognare. E' da un po' che sogno il Madagascar . Foto davv suggestive.

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  2. Grazie cara Vaty, sei molto gentile. Un bacione.

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  3. Bel reportage,posto magnifico e foto magiche,complimenti!!!

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  4. Mamma mia Erika che meraviglia!!
    Sembra di aver appena visto un documentario con le tue
    foto che sono incredibilmente belle, complimenti
    Love Susy x

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    1. Sei tanto gentile, cara Susy. Buona domenica!

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  5. Sempre tanto gentile, caro Franz! Un salutone.

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  6. spettacolare!dev'essere stato ultra bellissimo!
    Mi piace come hai raccontato il vostro viaggio e le foto che hai scattato sono bellissime.
    Buona domenica

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    1. Grazie cara Lu e buona doemnica anche a te.

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  7. Erika che posto paradisiaco!!

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  8. Erika questo è un viaggio incredibile. Le foto sono così vere che sembra di essere lì, il geco color smeraldo è troppo tenero. Anch'io come te, anche se non vado in zone "a rischio", mi porto una piccola farmacia appresso, eh eh qualche acciacco c'è. Che esperienza dev'essere stata e poi scritta per noi con tanti dettagli come sempre. Grazie.

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    1. Proprio così, cara Tiziana un viaggio che ha lasciato ricordi bellissimi.Grazie per i complimenti. Un abbraccio e grazie a te.
      Erika

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  9. Davvero un sogno ad occhi aperti mia cara! Che voglia di partire....

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  10. Ehehehe, cara Sandra. E' stata proprio una bella vacanza.

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  11. che posto incantevole cara Erika viene voglia di partire ,un saluto Chiara

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  12. Anch'io ci ritornerei, Chiara.

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  13. mi fa piacere che le mereviglie di questo paese vi abbiano affascinato, ma proprio per preservarle bisognerebbe vedere anche altre cose.
    Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti in merto a quanto scritto
    Liliana

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  14. Cara Liliana non amo ostentare ma vai a leggere le altre mie puntate e ti renderai conto che anch'io non mi sono limitata a stare sulla spiaggia elegante ma ho fatto escursioni che mi hanno portata a scoprire tanta miseria ed ho anche lasciato qualcosa a quella gente a differenza di altri che hanno detto che non bisogna abituarli a ricevere. Prima di partire ho riempito le mie valigie non di abiti da sera come le altre donne ma di indumenti e giochi e denaro.E proprio oggi invierò un pacco dono per i piccoli di un villaggio. Non hai un blog? Ciao Erika

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  15. Il Madagascar mi interessa molto, per il momento rimane nel cassetto dei sogni. Quando sarà il momento (spero) ti chiedo qualche dritta.

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Grazie