mercoledì 18 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre -13 dicembre 2025 - quinta parte)

La sera dell' 8 dicembre  eravamo arrivati a Himeji e così la mattina seguente ci siamo diretti a piedi per visitare il bellissimo castello dei samurai. Si trattta di uno dei pochissimi castelli scampati ad incendi, terremoti,  alla devastazione della guerra e, per questo, considerato "Patrimonio dell'Umanità" Unesco. Il complesso, composto da una struttura  principale a cinque piani e da tre torri minori, è magnifico sia dal punto di vista estetico che architettonico. E' soprannominato "Dell'airone bianco" per via della somiglianza  che,  da lontano, sembra avere con questo uccello dalle ali spiegate. Qui sono stati girati diversi film tra cui Shogun. Io non l'ho visitato nella parte interna perchè c'erano molti gradini dalla alzata piuttosto alta.


 



Dopo circa due ore ci siamo diretti verso la stazione di Himeji ed abbiamo preso il treno proiettile per Kyoto. Arrivati qui, ci siamo fermati in un mercato dove abbiamo pranzato. C'erano tanti locali dove venivano esposti prodotti della cucina locale, soprattutto pesce e carne,  ma anche artigianato.






Di qui ci siamo recati al tempio Sanjunsangen-do famoso per la sua sala principale dove si trovano 1001 statue di Kannon, dea della misericordia. La statua principale è considerata un'opera d'arte importantissima ed è stata scolpita nel XII secolo da Tankei, un famoso scultore giapponese. Oltre alle 1001 statue di Kannon,  la sala principale  è decorata con pannelli di legno intagliati e dipinti che raffigurano figure religiose e scene di buddismo giapponese. All'interno del tempio era vietato scattare foto ma, in compenso, io ne ho fatte molte ai giardini circostanti. 












Il giorno successivo  ci siamo diretti a nord di Kyoto dove abbiamo visitato il tempio buddista Kinkaku-Ji, un tempio Zen i cui due piani superiori sono rivestiti completamente da foglie d'oro; il famoso giardino  zen di pietre nel tempio Ryoanji e Arashiyama, meta preferita dalla corte imperiale giapponese grazie alla sua enorme foresta di bamboo e ai templi che caratterizzano l'area.
Abbiamo percorso la foresta di bambù  ed è stata un'esperienza particolare: i bambù, altissimi, incorniciavano il sentiero,  si mescolavano agli alberi di acero rosso e ondeggiavano  con il vento. Poi,  la guida,  un'altra partecipante al tour ed io siamo andati a visitare il tempio Tenryū-ji, famoso per il suo giardino zen. Anch'esso è Patrimonio Unesco.
Al termine siamo ritornati a Kyoto ed abbiamo fatto un giro nel quartiere di Gion, noto per essere uno dei quartieri di Kyoto in cui vivono  le Geisha, " geiko" in dialetto locale. 
 
tempio Kinkaku-Ji



 
 
tempio Ryoanji
foresta di bambù a Arashiyama

 


kyoto














 
 Fine della quinta parte 
 
 
Puntate precedenti: 

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_9.html 

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_11.html

https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_15.html

 

 
 

domenica 15 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre -13 dicembre 2025 -quarta parte)

La mattina successiva, 8 dicembre,  abbiamo raggiunto Shin Kurashiki.  Qui abbiamo trascorso mezza giornata dedicandola alla visita  del quartiere storico di Kurashiki Bikan che  una volta era il centro politico e commerciale  e dove molti  vecchi magazzini sono stati riconvertiti in negozi specializzati,  musei e caffetterie.  

Kurashiki è una cittadina che coniuga la tradizione con la modernità  del Giappone. Abbiamo visto  canali romantici dalle tipiche atmosfere veneziane, eleganti stradine dello shopping e laboratori artigianali  che producono indumenti in tessuto di jeans. “Kurashiki” può essere tradotto come “città dei magazzini” proprio in riferimento ai granai in cui veniva conservato il riso.






 



Il quartiere più gettonato è  il  “Kurashiki Bikan Historical Quarter” che si sviluppa attorno ad uno dei canali della città.

La zona di Kojima, che si estende nella parte meridionale di Kurashiki, è stata il primo luogo in Giappone a produrre il tessuto di jeans e per questo la città è conosciuta quindi come la “capitale del jeans”. La sua notorietà ha, sin dal passato, attirato stilisti e appassionati di shopping da tutto il paese e parte di questo successo è dovuto ai tanti piccoli laboratori artigianali specializzati che ancora oggi usano tecniche tradizionali, differenziandosi dalla produzione di massa. La zona di Kojima è oggi una delle aree preferite da chi è a caccia di articoli in jeans di qualità: non solo pantaloni ma anche giacche e accessori si possono trovare lungo il viale Jeans Street. Io ho acquistato una borsa a tracolla in jeans con una patta realizzata  in seta floreale ricamata  che viene utilizzata per fare i kimono. Ho scattato molte foto e mi è piaciuto molto passeggiare  lungo le rive dei canali. 

Nel pomeriggio ci siamo spostati nei bellissimi giardini di Okayama Korakuen   con voliere, diversi stagni,  case da té, ponti, colline. E'  uno dei tre più grandi giardini del Giappone. Mi sono piaciuti molto i corsi d'acqua, i prati e gli alberi di acero dal colore rosso acceso. L'area del giardino è molto grande e comprende numerosi paesaggi che mi hanno emozionato molto. Qui abbiamo visto una sposa giapponese in costume a cui facevano un servizio fotografico ed anch'io non ho potuto fare ameno di scattarle alcune foto perchè era veramente bella.

Dal parco ho intravisto il tetto del Castello di Okayama che si distingue per il colore nero  della facciata  per cui viene chiamato "Castello del corvo".

Al termine della visita siamo andati alla stazione di Okayama e con il treno proiettile abbiamo raggiunto Himeji. 

 

 









Fine della quarta parte.

Puntate precedenti:

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