La mattina successiva, 8 dicembre, abbiamo raggiunto Shin Kurashiki. Qui abbiamo trascorso mezza giornata dedicandola alla visita del quartiere storico di Kurashiki Bikan che una volta era il centro politico e commerciale e dove molti vecchi magazzini sono stati riconvertiti in negozi specializzati, musei e caffetterie.
Kurashiki è una cittadina che coniuga la tradizione con la modernità del Giappone. Abbiamo visto canali romantici dalle tipiche atmosfere veneziane, eleganti stradine dello shopping e laboratori artigianali che producono indumenti in tessuto di jeans. “Kurashiki” può essere tradotto come “città dei magazzini” proprio in riferimento ai granai in cui veniva conservato il riso.
La zona di Kojima, che si estende nella parte meridionale di Kurashiki, è stata il primo luogo in Giappone a produrre il tessuto di jeans e per questo la città è conosciuta quindi come la “capitale del jeans”. La sua notorietà ha, sin dal passato, attirato stilisti e appassionati di shopping da tutto il paese e parte di questo successo è dovuto ai tanti piccoli laboratori artigianali specializzati che ancora oggi usano tecniche tradizionali, differenziandosi dalla produzione di massa. La zona di Kojima è oggi una delle aree preferite da chi è a caccia di articoli in jeans di qualità: non solo pantaloni ma anche giacche e accessori si possono trovare lungo il viale Jeans Street. Io ho acquistato una borsa a tracolla in jeans con una patta realizzata in seta floreale ricamata che viene utilizzata per fare i kimono. Ho scattato molte foto e mi è piaciuto molto passeggiare lungo le rive dei canali.
Nel pomeriggio ci siamo spostati nei bellissimi giardini di Okayama Korakuen con voliere, diversi stagni, case da té, ponti, colline. E' uno dei tre più grandi giardini del Giappone. Mi sono piaciuti molto i corsi d'acqua, i prati e gli alberi di acero dal colore rosso acceso. L'area del giardino è molto grande e comprende numerosi paesaggi che mi hanno emozionato molto. Qui abbiamo visto una sposa giapponese in costume a cui facevano un servizio fotografico ed anch'io non ho potuto fare ameno di scattarle alcune foto perchè era veramente bella.
Dal parco ho intravisto il tetto del Castello di Okayama che si distingue per il colore nero della facciata per cui viene chiamato "Castello del corvo".
Al termine della visita siamo andati alla stazione di Okayama e con il treno proiettile abbiamo raggiunto Himeji.
Fine della quarta parte.
Puntate precedenti:
https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29.html
https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_9.html
https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29_11.html


























