lunedì 9 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre -13 dicembre 2025 - seconda parte)

E continuiamo il  mio viaggio in Giappone.... Il 5 dicembre con un trasferimento in pullman abbiamo raggiunto Shirakawago per la visita delle antiche case di campagna della valle di Shokawa, in particolare la Nagase-ke house. Quel giorno nevicava ed il paesaggio  circostante aveva assunto un aspetto fiabesco. 

Shirakawago è un tranquillo villaggio, adagiato nel cuore delle montagne,  attraversato da un fiume e circondato da campi di riso. Nel 1995  è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità grazie alle sue case costruite in stile gasshozukuri. La caratteristica principale di queste case di legno è il tetto di paglia spiovente,  triangolare,  simile nella forma a delle mani congiunte  (gassho)  necessaria per far fronte al peso della neve. Sono case di ampie dimensioni,  lunghe 18 m e larghe 10, a quattro piani, in cui convivono diverse generazioni. L'ultimo piano è destinato all'allevamento dei bachi da seta. Ho scattato numerosissime foto e girato dei bei video anche se i pesanti fiocchi di neve spesso me lo impedivano.


 



Abbiamo proseguito il nostro viaggio per Takayama, a nord della provincia di Gifu. Qui si trova un antico borgo feudale (Kamisannomachi) noto per le sue vecchie case di legno, allineate e uniformi in altezza, che conferiscono alle strade un  aspetto ordinato.  La città è nota anche per il festival che si tiene ogni anno in primavera ed in autunno  e che risale al XVI secolo ed è uno dei tre festival più grandi e belli del Giappone. Le tre principali vie del centro sono strette  e piene di negozi  di oggetti artigianali, osterie, birrerie. Takayama è ricca di case da tè. All'arrivo siamo andati a visitare il Museo Yatai Kaikan, vicino il Santuario Sakurayama Hachiman,  dove abbiamo ammirato degli antichi e preziosi carri tradizionali che ogni anno vengono utilizzati per la sfilata chiamata Yatai. I carri sono 11, uno per ogni quartiere della città. Il Festival di Takayama attira molti visitatori  e si svolge due volte all 'anno, in primavera ed in autunno.  Anche qui nevicava e l'atmosfera era veramente  magica.

Santuario Sakurayama Hachiman

 


Il giorno successivo, ovvero il 6 dicembre, siamo andati a visitare il mercato mattutino di Miyagawa, sull'omonimo fiume dove nuotavano aironi ed  anatre: nato centinaia di anni fa come luogo di compravendita di riso, gelso e fiori, offre oggi ai visitatori prodotti freschi come frutta, verdure, fiori e dolci, abbigliamento.




 
Successivamente ci siamo diretti con il bus verso la valle di Kiso dove abbiamo scoperto due splendidi villaggi antichi  situati sull'antico cammino della posta imperiale: Magome e Tsumago. Situati in un suggestivo contesto rurale tradizionale sono collegati da un cammino in lieve pendio lungo i boschi, originariamanete  percorso dai corrieri imperiali. 

 







 
cachi messi ad essiccare

La sera abbiamo raggiunto Nagoya, quarta maggiore città del Giappone. Il settore più sviluppato di Nagoya è senza dubbio quello della produzione automobilistica, con diverse aziende localizzate in zona, come Toyota e la sua divisione di lusso Lexus nonché alcune divisioni della Mitsubishi Motors.


 Fine della seconda parte

 Puntate precedenti:

 https://erikanapoletano.blogspot.com/2026/03/diario-di-viaggio-in-giappone-29.html

 

 

 


venerdì 6 marzo 2026

Diario di viaggio in Giappone (29 novembre - 13 dicembre 2025 - prima parte)

Quasi tutti partono in primavera per ammirare la fioritura dei ciliegi (sakura), io, invece, ho scelto questo tour autunnale che mi ha fatto ammirare il  Momijigari (紅葉狩) parola giapponese formata da "momiji" (foglie rosse o albero di acero) e "kari" (caccia).

Il  Giappone è ricco di modernità ma ho potuto ammirare anche giardini zen, castelli di samurai, vallate in fiore, antichi villaggi, templi, pagode. Ho passeggiato nei centri storici di Tokyo, Kyoto, dove le donne più anziane  indossano ancora il kimono e dove si possono ancora ammirare i quartieri tradizionali dei samurai e le vie delle geisha, santuari shintoisti ricchi di spiritualità ma tutto in armonia con l'efficienza moderna.

  
 
 
Siamo partiti da Milano Malpensa  diretti a Tokyo come prima destinazione. Il giorno successivo siamo andati in giro per la capitale e, come prima tappa, ci siamo recati a piedi, visto che il nostro hotel era vicino,   ai giardini di  Hama-rikyu,  ex giardini imperiali aperti al pubblico nel 1946. Lo stagno centrale è riempito con acqua di mare presa dalla baia di Tokyo. Qui si  ammira una casa del tè dove si può consumare una buona tazza di tè verde accompagnata da dolci giapponesi  "wagashi". 

Poi, con il pullman,  abbiamo raggiunto la zona di Shinjuku e visitato il Palazzo del Governo che ci ha offerto una vista panoramica di Tokyo.

Successivamente siamo andati al Santuario shintoista Meiji con il suo bellissimo parco dove sono riuscita a scattare delle foto ad una sposa che indossava un tradizionale abito bianco, shiromuku, ed un copricapo di seta bianca dalla caratteristica forma a luna piena.


Poi ci siamo spostati nella vivace zona di Harajuku, famosa per la street art e gli stravaganti negozi di vintage e nel pomeriggio   abbiamo visitato il quartiere di Akihabara, celebre per la concentrazione di negozi che vendono apparecchi elettronici, manga, videogiochi. 


 

A Tokyo tutto sembra coordinato in maniera efficiente, precisa, nonostante gli spazi enormi e la folla considerevole. 

Il giorno dopo siamo andati verso Kamakura per allontanarci dalla frenesia della capitale. La città costiera vanta una storia importante: dopo una lunga guerra civile nel 1192 lo shogun Minamoto Yorimoto decise di stabilire qui la capitale del Giappone feudale. Kamakura rimase tale per oltre un secolo, fino al 1333, quando Kyoto riuscì a riconquistare il ruolo di capitale del Paese. Nei secoli successivi, con l'arrivo delle ferrovia, Kamakura divenne una località balneare. Qui abbiamo visitato il santuario del Grande Budda di bronzo ( Kamakura Daibutsu), il secondo più alto del Giappone. Come la statua di Nara, si trovava, in origine, all'interno del tempio che fu distrutto ripetutamente  da tifoni, tsunami e terremoti e così, nel 1498, i fedeli si arresero e lasciarono la statua esposta agli agenti atmosferici. Poi abbiamo ammirato il tempio Hase Kannon, famoso per i suoi giardini.

Grande Budda di bronzo
 
Tempio Hase Kannon

A mezzogiorno ci siamo trasferiti a Enoshima, una piccola isola a ovest di Kamakura collegata alla terraferma  con un ponte di 400 metri. Una cittadina ricca di negozi, locande, ristorantini. Nel pomeriggio  ci siamo spostati verso il Santuario Tsurugaoka Hachimangu,  uno dei più importanti santuari shintoisti in Giappone.

Il terzo giorno a Tokyo lo abbiamo dedicato alla visita del Parco Ueno, il quartiere Yanesen dove ci sono ancora piccoli edifici in legno e botteghe dal fascino retrò.  Poi ci siamo recati nel quartiere Asakusa dove si trova il tempio Sensoji con il portale Kaminari-mon (portale del tuono) e la via dei negozi Nakamise-dori.

Santuario Tsurugaoka Hachimangu




Ueno


Santuario Toshogu a Ueno



Oltre alla guida giapponese che parlava italiano, eravamo accompagnati da una docente italiana di lingua e letteratura giapponese ma anche"iamatologa" ovvero esperta di civiltà e cultura giapponese che ha voluto portarci a vedere la zona di Yanaka ed il famoso cimitero.  Lo si può raggiungere a due minuti a piedi da Nippori Station. E' un luogo ricco di architettura, storia e natura.

Una sera siamo andati a fare un giro con la metro fino alla Baia di Tokyo e qui abbiamo ammirato il "Rainbow bridge" e  la Statua della Libertà illuminata. 



 
Il 4 dicembre abbiamo preso il treno proiettile per Kanazawa. Qui abbiamo fatto un tuffo nel passsato feudale. Pioveva  e ci siamo diretti verso il giardino Kenrokuen, uno dei parchi più belli dell'intero paese e grande 10 ettari. E' stato creato nel 1676 con funzione di giardino esterno del castello della città che si trova difronte e deve il suo nome, "Giardino dei sei elementi combinati" alle sue sei caratteristiche: immensità, solennità, accurata progettazione, venerabilità, freschezza (per i corsi d'acqua  che lo attraversano) e paesaggi incantevoli.


 




Poi ci siamo spostati verso Nagamachi, noto come il quartiere dei samurai,  e rinomato per le case  e i giardini risalenti all'epoca feudale giapponese e la famosa via delle Geisha.  La sera abbiamo alloggiato in un tipico albergo giapponese, ryokan,  e  dormito su un futon dopo aver partecipato ad una tipica cena in stile tradizionale giapponese.




Fine della prima parte

A presto!